Come funziona il percorso di cura
L’intero percorso può essere svolto in presenza a Verona, online o presso i nostri specialisti formati tra noi e distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Il percorso di cura al CTI non è un protocollo uguale per tutti: viene costruito attorno ai bisogni e alla situazione specifica di ciascuna persona. Lavoriamo secondo il modello TMI-DNA (Terapia Metacognitiva Interpersonale per i Disturbi del Comportamento Alimentare), un approccio scientificamente validato che non si limita ad affrontare i sintomi, ma cerca di comprendere il significato che il disturbo ha per la persona e di costruire, insieme, modi più funzionali per rispondere ai propri bisogni emotivi.
1. La prima visita
Tutto inizia con un primo colloquio di valutazione, che può avvenire a Verona o online. È un momento dedicato a raccontare la propria situazione, a chiarire le difficoltà principali e a capire insieme quale direzione può prendere il percorso. Non è vincolante: non verrà chiesto di prendere decisioni immediate.
La prima visita viene integrata da una valutazione testistico-diagnostica che completa la prima visita e fotografa la situazione di partenza in modo oggettivo, così da poter misurare i progressi nel tempo.
Al termine di questa fase iniziale viene rilasciato un referto che indica le difficoltà emerse e gli obiettivi del percorso. Questo documento costituisce la traccia per tutto il lavoro dell’équipe.
2. Il progetto terapeutico
Dopo il primo incontro viene definito il progetto terapeutico personalizzato con l’equipe curante e il percorso da seguire.
Il progetto terapeutico non è un pacchetto fisso: è pensato per adattarsi a te e può evolversi nel tempo in base ai tuoi progressi e bisogni. Solitamente prevede incontri a frequenza settimanale o bimensile con lo psicoterapeuta e il dietista. Mediamente, un percorso terapeutico efficace richiede 30 sedute circa.
L’andamento del percorso viene monitorato costantemente attraverso strumenti standardizzati, così da poter adattare il lavoro e verificare insieme i progressi fatti. L’efficacia del trattamento è stimata a circa il 70% (Fioravanti et al., 2026).
Il percorso può essere svolto in presenza a Verona, online, o presso i terapeuti territoriali che collaborano con il CTI e utilizzano lo stesso metodo.
Esempio di percorso standard + servizi integrativi:
Il progetto terapeutico: step 1
Percorso standard
Supporto psicologico
Il lavoro con lo psicoterapeuta mira a riconoscere i bisogni profondi che il disturbo alimentare cerca di soddisfare — che si tratti del bisogno di sentirsi amati, al sicuro, di valore, in controllo, di conforto — e a costruire strategie concrete e su misura per il suo superamento. Gli obiettivi variano in base al disturbo, ma includono:
- imparare a riconoscere e tollerare le emozioni senza ricorrere ai comportamenti tipici del disturbo, come la restrizione o le abbuffate
- migliorare il rapporto con il proprio corpo e l’immagine corporea
- ridurre i comportamenti alimentari o di compenso disfunzionali, come restrizione, abbuffate, uso di lassativi e diuretici, controllo ossessivo, check e rimuginii ossessivi
- ricostruire un rapporto più sereno con il cibo e con sé stessi
Supporto nutrizionale
Il dietista accompagna nella ricostruzione di un rapporto più sereno e flessibile con il cibo. Il lavoro nutrizionale mira a:
- ritrovare il contatto con i segnali di fame e sazietà
- ridurre la rigidità alimentare e le regole cognitive disfunzionali
- reintrodurre gradualmente gli alimenti evitati
- sviluppare un’alimentazione adeguata ai bisogni della persona, senza rinunciare al piacere del cibo
Chat-bot
Puoi utilizzate una chat-bot collegata alla tua cartella clinica in grado di darti spunti e consigli su misura in tempo reale
Il progetto terapeutico: step 2
Servizi integrativi
Al percorso, qualora necessario, vengono inclusi i seguenti servizi, usufruibili online o dal vivo nella sede di Verona.
Visita endocrinologica
Il medico endocrinologo interviene per valutare la presenza di alterazioni ormonali o metaboliche alla base dell’amenorrea o che possono ostacolare il percorso di guarigione.
Visita psichiatrica
Quando è indicata una valutazione farmacologica o una farmacoterapia per migliorare l’efficacia del trattamento.
Psicoterapia familiare
Particolarmente utile nei percorsi con bambini e adolescenti per comprendere quali sono i fattori di esordio o di mantenimento sui quali la famiglia può efficacemente intervenire.
Incontri con il personal trainer
Soprattutto nei percorsi per vigoressia o nei casi di disturbo alimentare non sottopeso per recuperare un rapporto sereno con l’attività fisica e il proprio corpo.
Pasti assistiti con lo psicologo
Un supporto al pasto utile quando la rialimentazione è difficile o per interrompere i circoli di restrizione-abbuffata. Possono essere fatti online o in struttura. L’obiettivo è la rialimentazione in un contesto sicuro, supportivo e terapeutico.
Il progetto terapeutico: step 3
I gruppi di supporto
A integrazione del percorso terapeutico individuale, vengono proposti gruppi di supporto al cambiamento, pensati per aiutare il paziente e la sua famiglia a sviluppare risorse e strumenti psicologici e comportamentali utili da utilizzare nella quotidianità al di fuori delle sedute per contrastare i comportamenti tipici del disturbo.
I gruppi rappresentano uno spazio di accompagnamento lungo l’intero percorso di cura, favorendo la condivisione dell’esperienza e il rafforzamento delle risorse personali. Gli incontri si svolgono online, in orario serale, con cadenza bimensile.
Gruppo skill training
Per acquisire strategie pratiche per regolare le emozioni e sviluppare un sé compassionevole attraverso la pratica di mindfulness.
Gruppo sull'ideale corporeo
Per confrontarsi con altre ragazze che hanno lo stesso problema e sviluppare una maggiore distanza critica dall’ideale di magrezza.
Gruppo di supporto ai familiari
Per acquisire tutto quel bagaglio di conoscenze necessarie per aiutare, sostenere e supportare al meglio il proprio familiare.
Gruppo di supporto al calo ponderale
Per acquisire strategie emotive e comportamentali per favorire il calo ponderale.
3. La conclusione
Al termine del percorso viene ripetuta la valutazione testistico-diagnostica per accertare l’avvenuta guarigione. Viene quindi consegnato un referto conclusivo che riassume il lavoro svolto e le indagini strumentali utilizzate a supporto.
L’obiettivo non è solo la riduzione dei sintomi, ma il raggiungimento di un equilibrio più stabile nel rapporto con il cibo, con il corpo e con le proprie emozioni — e soprattutto la possibilità di rispondere ai propri bisogni in modi che non passino più attraverso il disturbo.
Dove si svolge il percorso
La prima visita può essere fatta a Verona, presso la sede del CTI, oppure online.
Il percorso può proseguire a Verona, online oppure presso psicoterapeuti territoriali che collaborano con il CTI e utilizzano lo stesso metodo.
Ogni modalità garantisce la stessa qualità di cura e la stessa continuità del lavoro terapeutico.