Anoressia Nervosa e Disturbo Ossessivo Compulsivo di personalità: c’è un collegamento?

La comorbilità è un concetto che descrive situazioni in cui nello stesso individuo coesistono due o più patologie, in questo caso di origine psicologica.

Le caratteristiche principali dell’anoressia riguardano: restrizione dell’assunzione delle calorie, sottopeso, intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, eccessiva valutazione del peso e/o della forma del corpo.

Mentre i sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo, secondo  il DSM-5, sono: la presenza di ossessioni e compulsioni, che sono presenti per la maggior parte della giornata e provocano un disagio lavorativo e sociale significativo, comportamenti compulsivi (ad esempio conteggi ripetuti, lavarsi spesso per evitare contaminazioni,ripetuti controlli delle proprie azioni, come aver spento la luce o chiuso la porta) che sono messi in atto con la finalità di allontanare i pensieri ossessivi. Ad esempio: “se non faccio la doccia almeno 3 volte al giorno, potrei contrarre una grave malattia che potrebbe portare alla mia morte o a quella delle persone a me più care”.

L’elevata compresenza (il 19% secondo una recente metanalisi) tra Anoressia e Disturbo Ossessivo compulsivo ha fatto avanzare l’ipotesi che i due disturbi potessero essere considerati come appartenenti ad un’unica categoria diagnostica (spettro dei disturbi ossessivo-compulsivi).

Perché i due disturbi tendono spesso a coesistere?

La restrizione dietetica, tipica delle condotte alimentari disfunzionali che caratterizzano l’anoressia, può essere interpretata come una forma di compulsione che serve ad allontanare pensieri dolorosi e ripetitivi, legati all’eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo nel giudizio che l’individuo ha di sé (ad esempio: “devo mantenere il controllo sul mio peso ed essere magro, altrimenti nessuno mi amerà”).

Inoltre, i due disturbi condividono altre caratteristiche, come la tendenza al perfezionismo, alla rigidità e alla necessità di mantenere un rigido e solido controllo su diversi ambiti della propria vita.

In quest’ottica, l’anoressia sarebbe un’espressione del disturbo ossessivo compulsivo, in cui ossessioni e compulsioni si orientano sul cibo, sulle calorie e sulle forme corporee.

Nonostante ciò, numerose ricerche hanno dimostrato che questi quadri psicopatologici rappresentano due entità distinte, dal momento che possono esistere l’uno senza l’altro, ovvero vi sono persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo che non presentano la sintomatologia tipica associata a un DCA e viceversa.

Infatti, seppure ci possano essere dei sintomi in comune tra le due psicopatologie, esse rappresentano due entità nosografiche distinte, ma tenerne a mente l’elevata comorbilità è utile ai fini diagnostici, di prognosi e di trattamento, poiché qualora si presentino insieme è importante orientare diversamente il trattamento.

Come aiutare chi soffre di questa comorbilità tra Anoressia e Disturbo ossessivo compulsivo?

Il trattamento deve essere mirato alla regolarizzazione delle condotte alimentari, a superare l’idea che il proprio valore personale sia legato al peso e alle forme corporee, aiutando l’individuo a comprendere l’importanza delle altre aree della propria vita nel giudizio che la persona ha di sé, sul prevenire gli agiti compulsivi e le ossessioni legate al controllo del peso, del cibo e dell’introito calorico.

Cosa fare quando il disturbo ossessivo-compulsivo si struttura come un disturbo di personalità e compare in comorbilità con l’anoressia nervosa?

Il disturbo ossessivo compulsivo può manifestarsi come un disturbo di personalità, in cui la procurazione per l’ordine, il perfezionismo, la rigidità, il controllo, rendono la persona molto ostinata e legata a regole inflessibili. Portando dunque a difficoltà a delegare ad altri, una minuziosa attenzione ai dettagli che porta la persona a perdere di vista l’obbiettivo generale dell’attività che sta svolgendo, dedicandosi alla produttività e al lavoro a discapito di attività ricreative, come hobby o relazioni interpersonali.

Spesso, a questa struttura di personalità si accompagna la presenza di quadri clinici di anoressia nervosa, come descritto in precedenza.

In queste situazioni complesse, è fondamentale intraprendere un percorso di trattamento che tenga in considerazione la compresenza di questi aspetti.

Il trattamento TMI-DCA, si pone in quest’ottica, trattando situazioni cliniche complesse in cui il disturbo del comportamento alimentare compare in comorbilità con i disturbi di personalità.

È infatti un modello di cura che mira alla comprensione degli schemi interpersonali che sostengono il disturbo alimentare, prevede un lavoro congiunto tra il clinico e il paziente per risolvere le difficoltà metacognitive che sono tipica espressione dei disturbi di personalità (ad esempio quadri alessitimici e di disregolazione emotiva), e agisce sui meccanismi di coping disfunzionali che vengono messi in atto e che portano ad agire condotte alimentari disfunzionali.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Altri articoli